Canicross Accademico

Buongiorno e buon sabato, magari ricco di qualche corsa a 6 zampe 😉 !
Quest’oggi abbiamo deciso di riportarvi un estratto dell’eccellente lavoro universitario realizzato da Mattia, che approfittando di questa occasione voglio pubblicamente ringraziare. Son sicuro che l’attenta lettura della sua tesi di laurea, ci permetterà di avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per impostare in modo corretto, efficace e sicuro, quello che sarà il nostro futuro percorso a 6 zampe.

Buona lettura e … grazie Dr Minori 😉 !
Il pdf con la versione integrale è disponibile in fondo alla pagina

INTRODUZIONE
Osservare un cane che corre su un prato o in un bosco, è una delle esperienze più semplici e gioiose che si possa vivere. Correre insieme al proprio animale, formando un’unica, coordinata, creatura a sei zampe, è un modo per rendere ancora più saldo quell’indissolubile legame formatosi tra le due specie, oltre quindicimila anni fa. Il canicross è una nuova disciplina cinofilo-sportiva, che coinvolge cane e padrone, nella corsa su un percorso sterrato, uniti tramite una cintura, una linea e un imbrago. 

Il Dr Minori (Sx) ed il Dr Simba (Dx) 😉

Durante la corsa, l’uomo deve sempre andare dietro o di lato al cane, ma mai davanti. Questa disciplina fonda le sue radici in Europa e ad oggi è ampiamente praticata in molte nazioni, in modo particolare in Inghilterra, Belgio, Spagna e in generale nei paesi nordici, dove è maggiormente sviluppata. In Italia è ancora poco conosciuta. La nascita del canicross è strettamente legata ad una disciplina ben più diffusa che è lo sleddog (il termine “sleddog” significa letteralmente ” cane da slitta”, ma viene univocamente utilizzato per definire l’attività sportiva, nella quale i cani corrono trainando una slitta guidata da un conduttore, il musher.). La pratica di correre facendosi trainare dai propri cani, è stata utilizzata in principio dai musher, che nei mesi estivi continuavano ad allenarli, aspettando pazientemente la neve. Solo successivamente, questa, diventa uno sport vero e proprio con tanto di campionato europeo. La differenza con lo sleddog è che per praticare il canicross, non è necessaria né la neve, né una slitta, ma occorre semplicemente un percorso sterrato e una persona che corra, attaccandosi il cane con una cintura e …”

“… Non è da sottovalutare l’aspetto cooperativo, atletico ed empatico, che quest’attività riesce a generare tra conduttore e cane ma anche tra gruppi di persone. Lo scopo del canicross è di divertirsi nella natura, insieme al proprio cane e di rafforzare la relazione del binomio, nel massimo rispetto delle sue esigenze. Alla base della disciplina vi deve sempre essere un buon rapporto tra uomo e animale il quale e possedere gli elementi basilari dell’educazione e dell’obbedienza. Ho scelto di svolgere questa tesi, perché sono un appassionato di cinofilia e di sport. Fin da bambino ho amato gli animali, soprattutto i cani, poi a causa degli studi e gli impegni sportivi ho trascurato questa mia grande passione. Ora l’ho riscoperta e valorizzata ampiamente grazie all’adozione di un cane meticcio di nome Simba …”

CAPITOLO PRIMO
“Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato. ”
(Arthur Schopenhauer)

“… La parola “Cani-cross” deriva dall’unione dei termini inglesi “Canine” e Cross-Country. Il canicross è una manifestazione sportiva che mette in luce le doti del conduttore e del cane nel compiere percorsi in stile campestre di varie lunghezze nel minor tempo possibile, salvaguardando sempre e comunque l’integrità del cane, impiegando le andature adatte al terreno e le velocità conformi all’allenamento e alla condizione fisica del cane stesso. La gara condotta con il cane prevede il raggiungimento di un traguardo che precede, ad esempio, l’attraversamento di fiumi, di scollinamenti, di tratti in acqua con boe e passerelle, di corsa, di ostacoli naturali e via dicendo. Diventa quindi importante ai fini della classifica, esclusivamente il tempo finale. Sono così esaltate oltre che le necessarie capacità d’interazione con il cane, anche le capacità di coordinamento e velocità di cane e padrone …”

“… Il canicross è una disciplina aperta a tutti i cani con o senza pedigree, ma obbligatoriamente muniti di microchip. Non possono prendere parte alle prove: le femmine in periodo di gestazione, le femmine in estro, i cani che soffrano di evidenti malattie infettive o contagiose, i cani aggressivi, sordi, feriti o con zoppie, e i cani sotto terapia farmacologica o dopati. Eventuali casi particolari saranno valutati dal veterinario di gara e ammessi (o esclusi) a suo insindacabile giudizio. I cani devono avere il Certificato Sanitario in corso di validità. L’età minima dei cani deve essere di dodici mesi …”

“… La decisione della Giuria, che ratifica quanto raccomandato dalla Commissione Veterinaria, è insindacabile e quindi non è ammissibile ricorrere in appello. La visita preliminare ha lo scopo di controllare l’identità del cane tramite il documento di riconoscimento e di determinare se è nelle condizioni di poter partecipare alla gara. La visita finale, che avviene al termine dell’ultima fase di gara deve determinare se il cane è ancora in buone condizioni fisiche. Tutti i dati inerenti alle ispezioni e visite dovranno essere annotati su una scheda veterinaria individuale per ogni cane che deve essere disponibile a tutte le successive ispezioni e visite poiché ciascun cane deve essere esaminato tenendo conto della sua scheda veterinaria. Tutti i dati dei controlli effettuati sui cani partecipanti saranno raccolti in un unico archivio dove verranno costantemente aggiornati e dove saranno scritte anche le restrizioni o squalifiche apportate al binomio …”

“… Quando un concorrente ha intenzione di superare il binomio che lo precede, il più veloce può chiedere “pista” quando il suo cane di testa è arrivato almeno a 15 metri dall’altro concorrente. Il concorrente che sta per essere sorpassato, e a cui è stata chiesta pista, deve lasciare spazio al concorrente più veloce che lo vuole superare ponendosi su un lato della pista e rallentare, se non lo fa, ostacolando il concorrente in sorpasso, potrà anche essere squalificato. I concorrenti superati devono adoperarsi per liberare la pista e non creare ostacolo …”

“… Essendo veri e propri sport e non semplici passeggiate nella natura, il cane deve rispondere a ben precisi comandi (gli stessi utilizzati nello sleddog) i quali permettono al conduttore di guidarlo lungo il percorso scelto. Generalmente, si utilizzano i comandi internazionali, anche se va benissimo anche il semplice “destra”, “sinistra”, ecc. o comandi propri e personali del conduttore. Il vantaggio dei comandi internazionali è che, se il cane dovesse cambiare conduttore, non avrà difficoltà a capire l’ordine. Inoltre, il comando internazionale è verbalmente corto e incisivo, quindi di rapido apprendimento e difficilmente fraintendibile. I comandi internazionali derivanti dalla terminologia comune alaskana sono:

  • Stay: (pron. stèi) perché il cane stia fermo al suo posto per essere imbragato, per essere attaccato alla linea, durante le soste, o per togliere l’imbrago e staccarlo dalla linea;
  • Line: (pron. làin) stare in linea col muso rivolto in avanti, tenendo la linea ben tesa, sia in corsa che da fermo;
  • Hike/mush/go: (pron. hàik/màsh/go) via, partenza;
  • Ahead: (pron. ehèd) diritto, avanti (in caso di incroci o sorpassi);
  • Gee: (pron. gi) destra; – Come gee: (pron. camgi) inversione a 180° a destra;
  • Haw: (pron. ha) sinistra; – Come haw: (pron. cam ha) inversione a 180° a sinistra;
  • Easy: (pron. ìsi, con la “s” di “rosa”) rallentare;
  • Whoa/Stop/Alt: (pron. uooò) fermo …”

“… Correre con il proprio cane può essere la situazione ideale per entrare in relazione con se stessi e con gli altri, oltre che un’occasione per conoscere luoghi, ambienti e paesaggi diversi. Questo sport ci consente di fare un’esplorazione ordinata e attenta, organizzata in modo da poter includere nella corsa anche il nostro cane. Svolgere delle sedute di canicross periodicamente, porta molti benefici: migliora il tono dell’umore, perché il nostro corpo libera delle sostanze, le endorfine e le serotonine, capaci di contrastare l’ansia e la depressione, riarmonizza il battito cardiaco che, come sappiamo, nei momenti di stress tende ad accelerare e non meno importante il beneficio che deriva dalla presenza rilassante del nostro amico a quattro zampe. In seguito ai miglioramenti fisici, arriva il giovamento psichico: la mente allontana i problemi rendendoli meno assillanti e, ritrova quell’equilibrio che ci consente di gestire con maggiore tranquillità le preoccupazioni d’affrontarle serenamente …”

Dalla teoria alla pratica

“… gli Alaskan Husky, derivano dall’incrocio di diverse razze nordiche e in alcuni casi di razze da caccia. Tendenzialmente sono più alti e più snelli dei Siberian Husky e più adatti di questi alle corse su lunghissima distanza (1000-2000 km).
I Greyster derivano dall’incrocio di Greyhound e Kurzhaar. Sono di taglia grande/gigante, sono meno adatti al freddo e alle corse di resistenza rispetto agli Alaskan Husky, ma sono dei campioni nelle gare sprint.
Gli Eurohound/ScandinavianHound/EuropeanSleddog (ESD) derivano dall’incrocio di Alaskan Husky e Kurzhaara volte Greyhound). Sono di taglia media, generalmente snelli e sembrano essere la via di mezzo tra gli Alaskan Husky e i Greyster. Rispetto ai Greyster sono più adatti ai climi rigidi, più resistenti ma meno veloci …”

CAPITOLO SECONDO
“È bello girare la collina insieme al cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica in noi il piacere delle scoperte.”

(Cesare Pavese)

“… La biomeccanica è la scienza che applica i principi della meccanica al movimento del corpo umano. In particolare studia la cinematica (il movimento del corpo) e la dinamica (le forze che provocano tali movimenti). Nella stazione eretta la proiezione del baricentro cade sempre all’interno del poligono di appoggio. Ciò facilita il mantenimento statico dell’equilibrio corporeo. Durante il movimento, nell’azione dinamica della camminata o della corsa, il baricentro corporeo si sposta continuamente, pur rimanendo sempre all’interno del poligono di appoggio. L’uomo, dalla sua nascita in poi, si troverà sempre a contrastare la forza di gravità in tutte le sue attività. Attraverso la biomeccanica siamo in grado di comprendere il funzionamento della macchina umana, sia quando è ferma (statica), sia quando è in movimento (dinamica) e comunque sempre come adattamento all’azione della forza di gravità. Il modello biomeccanico che deriva da queste applicazioni, ci consente di individuare degli status ottimali, o meglio ideali, cui cerchiamo di tendere in particolare nello svolgimento delle attività sportive. Ecco che l’analisi del gesto motorio della corsa, confrontato con i modelli biomeccanici, ci permette di prendere coscienza del nostro modo di correre, di definire protocolli di allenamento mirati e sostanzialmente di migliorare anche la performance …”

” … APPOGGIO IN SUPINAZIONE:
Si ha quando il piede compie una rotazione esterna durante le fasi di appoggio e di sostegno in questo caso, l’appoggio avviene maggiormente sulla parte esterna del piede. La “sotto pronazione” avviene quando il piede non prona. Il lato esterno/laterale del tallone tocca terra con un angolo maggiore, e non avviene né poca né alcuna pronazione, con conseguente trasmissione di traumatici shock alla parte inferiore della gamba. Questo caricamento laterale del piede continua per tutta la fase di contatto della rullata durante la corsa, incidendo sull’efficienza del gesto (passo). I supinatori possono avere un’eccessiva usura nella zona del tacco esterno delle loro scarpe, e la parte superiore della tomaia può essere leggermente piegata verso l’esterno. Poiché i supinatori tendono a essere più sensibili agli shock della corsa, come fratture da stress, dovrebbero scegliere una scarpa neutra con grande ammortizzazione. La maggior ammortizzazione aiuterà le articolazioni a sopportare il ripetersi delle fasi d’impatto del piede con il terreno. I supinatori dovrebbero evitare di utilizzare scarpe con l’intersuola a doppia densità …”

” … Differenze fisionomiche tra un Piccolo Levriero Italiano a sinistra e un e un Bulldog Inglese a destra. ben distanziati tra loro, in questo cane aumenta la distanza tra A e B e, avendo un tronco lungo, aumenta anche la distanza tra A e D. Per un cane così costituito, diventa abbastanza difficile spostare il baricentro fuori dalla base di sostegno. Quindi esso non potrà mai praticare sport di corsa o traino. Nel Levriero, invece, si verifica l’esatto contrario; cani di questo genere hanno un petto stretto e quindi piedi abbastanza ravvicinati, in essi il tratto A-B è molto corto e, avendo anche un tronco altrettanto corto che si accorcia ulteriormente a causa della convessità della linea superiore, anche la linea A-D è relativamente breve, un modesto spostamento del tronco porta già il baricentro a cadere fuori del quadrilatero …”

Mattia e Simba durante un allenamento ad Ovindoli (AQ)

“… Detto ciò grazie all’allenamento fisiologico e metodologico nostro e del cane alla disciplina e grazie a stimoli aggiuntivi dati da una lepre “umana o cane” che corre davanti, si possono raggiungere velocità e frequenze cardiache elevatissime come quelle citate in precedenza e riguardanti il modello di prestazione del canicross. I cani in gara riescono a raggiungere velocità elevate non solo grazie alla loro propensione alla corsa, ma anche perché vogliono superare il cane precedente per dimostrargli la loro supremazia gerarchica ed imporre la propria leadership sul branco. Anche nel cane si sono riscontrati buone variazioni di frequenza cardiaca dovute all’attività di corsa. Per quanto riguarda l’allenamento in un percorso conosciuto rispetto con quelli sconosciuti, possiamo dire che il cane raggiunge una velocità maggiore nel primo poiché conosce il posto e non è distratto …”

La tesi completa

VARIAZIONE DEI PARAMETRI FISIOLOGICI DEL BINOMIO CONDUTTORE-CANE NEL CANICROSS

Una risposta a “Canicross Accademico”

  1. […] 2014 Laurea di primo livello (3 anni) conseguita il 01/10/2014 presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” in Scienze delle attività motorie e sportive. 2016 Laurea magistrale (2 anni) conseguita il 25/07/2016 presso l’ Università degli Studi di ROMA ‘Tor Vergata’ Facolta’ di MEDICINA e CHIRURGIA in Scienze e tecniche dello sport con una tesi sul canicross dal titolo: Variazione dei parametri fisiologici del binomio conduttore cane nel canicross. […]

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.