Il Trofeo delle emozioni

Il logo de TdM

Ho sempre invidiato molto le persone che attraverso la scrittura riescono a trasmettere forti emozioni, perché non è sicuramente facile mettere in parole i sentimenti e le sensazioni provati e vissuti in prima persona, cercando di renderli così accessibili a tutti, quasi tangibili. Vorrei comunque provare a cercare di trasmettervi anche solo una piccolissima parte delle emozioni indimenticabili, che il Trophee des Montagnes (TdM) mi ha dato la possibilità di vivere.

Innanzitutto che cosa è questo trofeo: è un gara di corsa in montagna con il cane, organizzata in 10 gare su 9 giorni con percorsi di lunghezza variabile (tra i 5 e 10 km circa) e con discreti dislivelli. Si svolge in Francia e più precisamente nella regione dell’Oisans.

A questo trofeo partecipano circa 250 binomi che arrivano da tutto il mondo con uno spirito molto simile alle gare internazionali di trail e con motivazioni diverse; i binomi variano da quelli molto performanti o di media preparazione, a quelli semplicemente motivati dalla voglia di vivere una fantastica e emozionante vacanza a 6 zampe, condividendo tanta fatica ma anche respirando la montagna in tutti i suoi aspetti.

Una Birra “grande” … ma solo per la prospettiva

Ma veniamo a me o meglio a noi 😉 … Birra ed io abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a 2 edizioni (2015/2016) seguendo le orme di 2 amici, Italo Orrù e Katia Franzese, che prima di noi si erano cimentati nell’impresa. Non esiste una selezione per accedervi ma sicuramente una discreta velocità è richiesta all’atto dell’iscrizione essendo l’evento a numero chiuso; una volta raggiunto il numero si accederà ad una lista di attesa, mentre l’accesso alle singole tappe sarà comunque possibile anche a chiusura delle iscrizioni e il giorno stesso dell’evento. L’entusiasmo di chi aveva partecipato prima è stato veramente contagioso e oltre a noi ha coinvolto altri binomi italiani e cosi’ ha contribuito a far nascere bellissime amicizie. La tanta fatica condivisa da tutta la squadra, ha fortificato i rapporti di amicizia tra tutti i partecipanti.

La nostra partecipazione come binomio in realtà il primo anno fu un vero e proprio debutto; fino a quel momento io e Birra avevamo partecipato solo a gare non competitive (Funanà era stata la mia compagna di corse nelle competizioni ufficiali fino a quel momento); io inoltre arrivavo da un infortunio procuratomi durante la preparazione del TdM, contro il quale ho cercato di combattere per tutta la durata della manifestazione ma che a 3 gare dalla fine, mi ha costretto al ritiro anche a causa di una bruttissima caduta. Ebbene si, dopo 7 gare al nostro primo trofeo, abbiamo dovuto rinunciare quando ormai ne mancava solo una per considerarci “Finisher”. La sesta tappa infatti, Villard Reculas, mi è stata fatale. La fatica delle tappe precedenti unita alle complicazioni dell’infortunio, è stata causa di una bruttissima caduta su di una strada forestale in discreta pendenza ed a una velocità molto sostenuta.

Una partenza grintosa!

Ricordo molto di quel momento: il panico mentre cadevo, il dolore dovuto alla “strisciata” sui ciottoli ed allo strappo procuratomi infilando il piede in un canale di scolo, il terrore negli occhi di Birra che non capiva cosa stesse succedendo e le urla di chi mi stava vedendo rotolare giù dalla montagna. Verificata la mia situazione fisica e accertatami che la canina fosse ancora in grado di continuare, mi sono comunque trascinata per il restante chilometro fino all’arrivo. Il giorno dopo provai comunque a correre la gara in notturna di Auris, oltretutto sotto un temporale incredibile, ma fui purtroppo costretta ad arrendermi alla diagnosi: strappo al muscolo femorale della gamba destra! Il nostro TdM 2015 finì li, ma non fu un addio fu solo un arrivederci al 2016.

12 mesi dopo infatti, ci ripresentiamo al TdM; vorrei dire più agguerrite che mai ma in realtà un mese prima della partenza un piccolo strappo al polpaccio in allenamento mi ha fatto di nuovo temere il peggio ma un’adeguata fisioterapia e un’assistenza nutrizionale mirata ci han messo come si dice “una pezza”. Birra è più matura e molto motivata anche se i nostri allenamenti in “coppia” non sono stati molti a causa del mio recupero fisico. L’entusiasmo ci pervade. La prima partenza del trofeo ad Oz en Oisans con 250 binomi che partono a gruppi di 40, crea sempre un pathos incredibile tanto che il primo anno, ho pianto come una bambina per tutto il primo chilometro perché il mio sogno si realizzava. Potevo finalmente condividere tutta la mia passione per questo sport, con così tante persone e cani, cosa che aveva dell’incredibile fino a qualche anno prima.

Il Trofeo 2016 procede bene con qualche personale soddisfazione dovuta ai tempi decisamente migliorati rispetto l’anno precedente ed una forma fisica decisamente migliore, ma……. ci rimane o meglio mi rimane, di superare uno scoglio fisico ed anche psicologico …. la tappa di Villard Reculas!
Il percorso quest’anno è variato, forse anche più impegnativo dell’anno precedente: si “sfiorerà” il fatidico punto della caduta, ci saranno decise salite e discese, un tratto di FreeDogs (punto estremamente pericoloso in cui è consentito dal regolamento tener i cani liberi) ed un ultimo chilometro verticale. La vivo male già dal giorno precedente, sono irrimediabilmente superstiziosa e mi attacco a qualsiasi amuleto anche se mi accorgo che un amuleto potente già ce l’ho; è peloso, ha 4 zampe e soprattutto non gli importa nulla del fatto che la gara sia a Villard Reculas. Lei è li per divertirsi e me lo ricorda, quindi … “Go! Go! Go!” … Birra divertiamoci insieme! Arrivo alla partenza con quell’unico pensiero “Divertiamoci Birra!”

Solo noi! Io e te!

La partenza è emozione, ma questa volta ancor di più. Scorre il primo chilometro in salita che ci conduce al lago, lasciato il quale scorgo il punto fatidico della caduta, che però non mi fa più paura, anzi mi “gasa”. Birra questo mio stato d’animo lo sente e, magicamente, si accende. Seguono tratti tecnici di discreta difficoltà con passaggi in boschi dalle decise pendenze ma tutto diventa leggero e semplice in quel momento per noi e quando affrontiamo il penultimo tratto pieno di tanti “sali e scendi”, nel bosco ecco che arriva la poesia, il momento perfetto. Non siam più due, io e Birra, ma siamo diventate una cosa sola, una strana entità che corre in perfetta sintonia nel bosco, unite fisicamente da una linea ammortizzata che mi piace da sempre definire il nostro cordone ombelicale ma più efficacemente unite da una sensazione di essere qualcosa di più che un binomio che corre. Noi siamo questo; noi siamo fatte di fatica, corsa, sudore, gioia e armonia e tutto il bosco esalta queste sensazioni tanto che non ci serve nient’altro per amare questo sport.
Nel successivo chilometro verticale cariche di tutta questa energia positiva, superiamo parecchi binomi e all’uscita del bosco siamo come rinate. Villard Reculas ti abbiamo esorcizzato!

Scopri di più su Sara e Birra

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.