Monte Serva a 6 zampe

MONTE SERVA – 2133 mt

Monte Serva Google Map

Zona: Dolomiti Bellunesi

Dislivello: 1100

Tempo: 2 ore e 30 per la cima

Difficoltà per i nostri amici quattro zampe: nessuna difficoltà tecnica.
Dopo un primo breve tratto nel bosco, il sentiero risale un lunghissimo terreno prativo sino alla cima. Adatto a cani allenati a camminare (sentiero sempre ripido e lungo).

Tratti esposti*: No

Periodo consigliato: inizio primavera, autunno e inverno, sino alle prime nevicate.
Evitare l’estate per salirci con i cani: tutto il sentiero è sotto al sole dall’alba al tramonto e non vi è presenza di acqua.

Noi e il silenzio magico della montagna, un momento ricco di complicità!

Breve descrizione itinerario:
Il Monte Serva domina la nostra città (Belluno) con la sua caratteristica forma “a panettone” (… no Akira, non si mangia, lo chiamano così perché è arrotondato e ricorda la forma di un panettone, ma non è commestibile!). Meta molto frequentata in tutte le stagioni, offre diversi sentieri dalle sue pendici sino alla cima (io e la mia socia umana ne conosciamo diversi).
L’itinerario classico parte dalla località Cargador, sopra il Col di Roanza. Si smonta dalla macchina, annusatine qua e la, marcaggio territorio su alberi e cespugli (sono una femmina ma alzo la zampa come un vero maschio), e finalmente pronti per partire! (La mia amica umana è lentissima, si lega gli scarponi, controlla lo zaino, perde preziosi minuti mentre io sono già pronta e scattante!) … finalmente si parte!

Un branco di mufloni ci osserva incuriosito!

Seguiamo la stradina sterrata e dopo qualche minuto sulla sinistra prendiamo il sentiero che sale nel bosco (Sentiero CAI 517, ben segnato sino alla cima). Dopo circa 15 minuti si arriva in ambiente prativo (di solito, io e la mia amica umana ci fermiamo qui per qualche minuto a guardare il panorama e spesso, da qui, vediamo i mufloni nel vallone sottostante. Io alzo il pelo e abbaio perché non capisco che cosa sono!).
Da qui in avanti, ombra assente! Per noi cani questo significa prima di tutto che in piena estate è meglio non andare ed anche quando la stagione lo permette, è sempre il caso di fermarsi spesso per bere.
È importantissimo evitare le giornate troppo calde o afose, ricordiamoci che a volte in autunno, fa più caldo che in estate!

In un’ora e 30 arriviamo a Pian dei Fioch (1731 m), dove sorge malga Fioch (bivacco tutto l’anno, tranne nei mesi estivi durante i quali ospita i pastori che accompagnano le pecore al pascolo). Attenzione: pecore, capre e asini al pascolo nel periodo estivo; qui la mia amica umana mi mette sempre al guinzaglio perché non bisogna disturbare gli animali! (Io mica disturberei eh, farei solo il mio lavoro e radunerei le pecore che si allontanano troppo). Nessun problema con i cani da pastore che non si sono mai dimostrati pericolosi.

Ultimo sforzo, siamo quasi in cima! Qualche attimo di pausa, ammirando la Gusela del Vescovà sulla Schiara

Da qui, in un’ora raggiungiamo la panoramica cima (io ci metterei anche meno, ma gli umani mica corrono! Noo, loro camminano, si guardano intorno, scattano foto … allora io corro su e giù, annuso, mi siedo ad aspettare e mi faccio pure un’altra corsa per mantenermi attiva 😉 ). Quando finalmente siamo in cima, è il momento che preferisco!
Dallo zaino compaiono magicamente leccornie di ogni tipo: pane, prosciutto, formaggio, mela … io faccio gli occhi dolci così non sanno resistermi e danno qualche boccone pure a me!
Quando ci siamo rilassate e ci siamo godute il panorama, si riparte per tornare a valle. Prima però la mia amica umana scatta circa 200 foto al paesaggio e altrettante a me!

In genere durante la discesa quando incontriamo dei tratti “facili”, ci facciamo sempre una bella corsetta fino ad arrivare alla macchina (la mia umana è furba, in montagna corre solo in discesa così non fa fatica!).
Io e la mia socia di solito ci andiamo quando c’è bel sole. Mi ricordo che un giorno dello scorso inverno, dato che pioveva tantissimo, io me ne stavo bella rilassata sul divano. Ad un certo punto però, inizio a vedere Denise che prepara lo zaino da montagna ed addirittura la sento dire che saremmo andate su per il Serva.

L’arrivo in cima ripaga da ogni fatica!

Gita in montagna sotto la pioggia? Mmm, strano, molto strano”.
Beh, non ci crederete ma anche quella volta l’umana mi ha fatto una sorpresa: non so come faceva a saperlo, ma appena siamo scese dalla macchina, dal cielo non cadeva più acqua ma neve!
Quel giorno il Serva era un pandoro con lo zucchero a velo! (… speravo che almeno quello si potesse mangiare, e invece … niente, solo un altro modo di dire degli umani …!).
Ciao, alla prossima avventura!

 

* esposto = in gergo “montanaro” si usa per indicare un sentiero che ha un lato che si affaccia su un pendio molto scosceso o addirittura verticale.

 

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