Allacciamo le cinture, si corre !!!

La cintura è un elemento importantissimo dell’attrezzatura per canicross. In vari gruppi di social networks ho visto tanti post di persone che chiedono informazioni prima di fare il grande balzo per diventare un vero canicrosser a 6 zampe.
I commenti che ricevono molte volte sono superficiali, anche perché spesso sono riferiti all’unica cintura posseduta ed usata. Si pensa più all’estetica, agli accessori (spesso inutili), alla vestibilità, ma non si bada alle caratteristiche tecniche.
Se consideriamo che nel binomio cane-uomo, l’umano è l’elemento che ha maggiori possibilità di miglioramento, è evidente come la cintura rivesta un ruolo importantissimo, assolutamente da non trascurare.

foto 1 – Per iniziare un pezzo di corda elastica come ammortizzatore e un normale guinzaglio da passeggio

Dato che da anni mi dedico alla produzione di cinture col marchio CaniX, mi è stata data l’opportunità di parlarne e mi è sembrato interessante raccontarvi tutto il lavoro e la sperimentazione che mi ha portato a realizzare un buon prodotto italiano.
Sarò spesso di parte nei commenti, ma è logico che lo sia perché credo fermamente in un “attrezzo” con cui corro e gareggio. Voglio essere come sempre sincero ed evitare di fare quello che fanno alcune persone che scrivono su argomenti relativi al canicross e che utilizzano una trattazione moderata di un argomento rimanendo furbescamente imparziali, ma usando immagini o inquadrature chiaramente pubblicitarie.

La mia prima attrezzatura è stata molto semplice: un rudimentale marsupio come cinta, un pezzo di corda elastica come ammortizzatore e un normale guinzaglio da passeggio; un sistema (foto 1) che ancora adesso consiglio alle persone che vogliono capire se al loro cane, ma soprattutto a loro personalmente, piace questa nuova disciplina cinofila.

In seguito ho fatto ricerche su internet e su un sito inglese ho individuato un modello di cintura (foto 2) usato da molti canicrossers e quindi sicuramente valido. Questa cintura si differenziava dalle altre, che si stringevano in vita, perché rimaneva molto bassa, a metà dei glutei ed aveva un sistema di cinghie di regolazione che le impedivano di muoversi durante la corsa dell’atleta.

foto 2 – Il modello di cintura che ho preso come riferimento

Eravamo nel 2010 e mai avrei pensato di dedicarmi alla produzione di materiale per cani dediti allo sport. In quel periodo collaboravo come fotografo per un quotidiano sardo ed il mio interesse relativo alla costruzione di una cintura per canicross era solamente personale.
Tuttavia, leggendo vari commenti, avevo notato un “malessere” generale perché molte persone si lamentavano dei laccetti che passano in zona inguinale, i cosciali, che nelle lunghe distanze provocavano dolorose irritazioni. A quel punto ho pensato di sostituire quelle cinghie con una fascia molto morbida. È sicuramente più confortevole e con un ingombro che si può paragonare all’imbottitura di un normale pantaloncino da bike, si impedisce alla cintura di salire fino in vita.
Una volta trovato il modello giusto dovevo costruire la linea ammortizzata. Sempre intenzionato a realizzarla personalmente, mi piacevano quelle fatte con la cinghia in poliestere, ma essendo il materiale impossibile da trovare in Sardegna ho pensato di aggirare il problema fissando gli elastici direttamente nella cintura, con la possibilità di essere accorciati cordino con anello scorrevole; (foto 1) e allungati e dando così la possibilità di avere una diversa resistenza all’elastico. La prima verifica dell’attrezzatura è stata fatta quando ho partecipato al Trophee des Montagnes, gara internazionale di canicross in Francia.

Il mio sistema è stato subito apprezzato positivamente da tantissimi atleti, anche perché le maggiori ditte del settore (Non-Stop, Zero Dc, Man-Mat ) non prestavano molta attenzione alle cinture ma davano maggior interesse agli imbraghi del cane.
In quell’occasione qualche canicrossista pur apprezzando la bontà della mia idea, mi rappresentò che comunque preferiva avere la linea ammortizzata, agganciata alla cintura con un cordino. Questo mi ha fatto capire che dovevo apportare ulteriori modifiche per rendere il mio modello utilizzabile anche da quelle persone che volevano un sistema diverso di ammortizzazione.
Tanto è vero che attualmente le mie cinture possono avere:

  1. cordino con anello scorrevole (foto 3);
  2. cinghie terminanti con anello (foto 4);
  3. elastici alla cintura (foto 5).
foto 3 – Corda con anello
foto 4 – Cinghie con anello
foto 5 – Elastici alla cintura

La soluzione migliore è stata mettere due fibbie metalliche laterali in modo da connettere, tramite cinghie uno dei tre sistemi, cosa che non è possibile in nessun’altra cintura da canicross.

Sempre facendo riferimento a commenti su vari post o suggerimenti ho reso smontabili varie parti che, per alcuni, possono essere scomode o inadeguate per un normale utilizzo quotidiano, come la passeggiata o il trekking.

Ho trovato il modo per aggiungere una taschina porta oggetti, anche se sono stato sempre contrario 😉 ed infine, per ora, ho trovato il modo di inserire i cosciali. Per i più spericolati sto migliorando un kit da aggiungere alla cintura con trazione diretta sulle gambe.
Un sistema molto simile agli imbraghi da arrampicata che, usati cosi come sono stati costruiti non hanno utilità per il canicross, ma che con l’aggiunta di elastici possono essere un ulteriore aiuto per l’atleta.

Spero il racconto non abbia annoiato ma che in generale sia servito a far capire che anche in Italia ci sono persone come me che lavorano su antenne, scooters, imbraghi, linee e cinture, per offrire a chi pratica il canicross un’attrezzatura sempre più performante che non è la fotocopia di qualcosa già ampiamente commercializzato e realizzato in paesi asiatici. Un prodotto spesso fatto su misura, interamente made in Italy … anzi fatto in Sardegna! 😉

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Immagine in evidenza di Adriano Bernetti 😉

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