La tecnica della corsa … consigli utili.

L’argomento che andremo a trattare oggi, riguarda un po’ meno il nostro amico a quattro zampe ma è molto importante per noi. Avere una buona tecnica di corsa è utile a tutti soprattutto perché ci permette di prevenire infortuni e di eseguire un gesto atletico con il minor dispendio energetico possibile.
Praticare canicross soprattutto per i principianti, ma non solo, può alterare e modificare la nostra tecnica di corsa sia perché non siamo abituati a correre con un cane che ci tira e sbilancia il nostro baricentro in avanti verso di lui, sia perché si raggiungono velocità mai raggiunte prima. Infatti, la sensazione che molti provano le prime volte è quella di cadere in avanti come quando si inizia a correre in discesa senza riuscire a rallentare 😉 .

Un momento del Campionato Italiano 2017. Io e Simba siamo “ingaggiati” con Ruggero e Miles

I consigli che vengono dati per avere una buona tecnica sono molti ma poiché siamo uno diverso dall’altro, vanno valutati bene per ogni singolo atleta perché il grosso rischio è quello che invece di migliorare la tecnica, la peggiorino. Iniziamo con il dire che la tecnica va modificata e si modifica da sola con l’aumento della velocità e dell’intensità. Se non si raggiungono ritmi di 3 minuti a chilometro o poco più, due dei più grossi errori sono: non appoggiare il tallone durante la fase di spinta e alzare molto le ginocchia. Avendo velocità più basse le spinte devono essere diverse quindi non si richiede un estensione completa dell’arto, il passo risulta meno aperto e le ginocchia possono essere molto più basse, in questo modo la durata di ciascun appoggio a terra è maggiore perché la velocità è minore quindi il tallone ha il tempo di toccare terra e spingere. Premesso che nella maggior parte dei casi solo un tecnico valido e qualificato che abbia la possibilità di seguire da vicino il corridore può fornire consigli giusti per correggere un gesto atletico, ecco alcuni suggerimenti che si possono dare a tutti principianti e non.

Avere una corsa piatta, vale a dire con la fase di volo il più breve possibile e senza sollevamenti del tronco ad ogni spinta.
Chiunque è in grado di valutare se ha questo difetto: con la coda dell’occhio, infatti, ci si può rendere conto se si hanno grosse oscillazioni verticali osservando l’ombra quando si corre vicino a un muro, a una cancellata o a una siepe. C’è chi crede che un’azione aerea e rimbalzante sia da preferire a quella piatta, forse basandosi sull’erronea convinzione che l’elasticità muscolare si utilizzi al meglio quando c’è un ampia escursione dell’angolo fra la caviglia e la gamba, se si segue questa strada, però, oltre ad aumentare enormemente il rischio infortuni, si ha una corsa poco economica, dal momento che i muscoli sono si in grado di accumulare energia elastica (proprio come fa un elastico quando viene tirato) ma ne restituiscono soltanto una parte . È come se ogni volta spendessimo 100 euro e ce ne fossero restituiti solo 40 o 50; tanti più ne sborsiamo tanti più ne perdiamo.

Sollevare poco le ginocchia.
Avere la corsa piatta significa anche alzare il meno possibile le ginocchia e tenere i piedi sempre molto vicini al terreno, sia davanti sia dietro il corpo. Solo se si corre ben più forte dei 15 chilometri l’ora (vale a dire a meno di 4 minuti al chilometro) si può prendere in considerazione la possibilità di sollevare un po’ le ginocchia, senza però avere innalzamenti sensibili del tronco ad ogni spinta.

Appoggiare con il retropiede.
È importante che il piede arrivi a terra con il tallone, anche se solo per un istante. Quando, alle basse velocità di cosa, il contatto con il suolo avviene soltanto con la parte anteriore del piede, in genere si può ritenere che questo non sia un gesto spontaneo, ma appreso magari da un insegnante di educazione fisica vecchio stampo. Oltre tutto, in chi corre appoggiando esclusivamente l’avampiede gli infortuni sono molto più frequenti.

Anche se impegnati al massimo, Simba trova il tempo di fare un bel sorriso al fotografo 😉

Non fare il passo molto lungo.
È del tutto errato cercare di fare il passo lungo, dato che di solito questo fa aumentare la spesa; è invece preferibile correre a passi agili. Ovviamente c’è anche chi fa il passo troppo breve; fra i due difetti, però, quest’ultimo è sempre preferibile, sia perché determina un incremento più contenuto del costo della corsa, sia perché non accresce il rischio di lesioni da sovraccarico.

Mantenere il busto verticale.
È sbagliato sia tenere le spalle arretrate rispetto al bacino, sia il busto inclinato in avanti. Talvolta il problema nasce da problemi alla colonna vertebrale e/o alla muscolatura addominale (anche in questi casi, è utile che un bravo tecnico studi il problema e trovi i migliori rimedi). Spesso, però, per ottenere un buon assetto del tronco è sufficiente cercare di correre tenendo il più possibile il petto alto e contemporaneamente il mento “in dentro”, cioè vicino all’estremità superiore dello sterno, guardando 8-10 metri avanti a sé. Dapprima questa posizione può sembrare difficile da mantenere, ma nel giro di poche settimane diventa spontanea.

Tenere le spalle sciolte e basse.
Per farlo, non è sufficiente cercare di essere decontratti nella parte alta del tronco e nelle braccia; talvolta è necessario fare esercizi specifici di mobilità delle spalle.

Muovere bene i gomiti e tenerli vicino a corpo.
I gomiti devono andare avanti e indietro, rimanendo sempre accanto al tronco. L’angolo fra il braccio e l’avambraccio deve essere di poco inferiore ai 90°. Le mani devono incrociarsi davanti al corpo, muovendosi quasi come se dovessero raggiungere il lobo dell’orecchio del lato opposto, anche se in realtà non ci si avvicinano nemmeno.

Rilassare le mani.
Le mani devono essere semichiuse; è molto meglio che le mani non siano né completamente aperte, né troppo strette (a pugno), perché in entrambi i casi ci sarebbe la tendenza a una maggiore tensione muscolare degli arti superiori e delle spalle. La muscolatura di tutto il corpo, infine deve essere il più possibile sciolta, rilassata e decontratta.

Dopo questi semplici e pratici consigli voglio augurarvi buone corse a sei zampe con un occhio di riguardo in più, anche a noi dopo che ai nostri pelosi 😉 .

Scopri di più su Mattia e Simba

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