Enrico Calandri

Ciao Enrico,
parlaci un po’ di te …
Mi chiamo Enrico Calandri 36 anni, felicemente sposato e in attesa del nostro primo figlio, anzi figlia; tre cani stupendi e sette gatti a tenerci compagnia in casa. Sono un tipo super sportivo fin da quando ero piccolo. Pratico canicross da circa due anni e non è solo uno sport, è una passione che ha unito ancora di più me e mia moglie.

Quali sono le tue imprese sportive fino ad oggi?
Vice-campione italiano di canicross ai Campionati Italiani CSEN 2017 al Lido delle  Nazioni (FE); poi vinto molte gare in Italia sia CSEN che FISC e altrettanti piazzamenti. Partecipato ai Campionati Europei ECF 2016 in Repubblica Ceca con un ottimo piazzamento trentanovesimo su 130 circa, secondo tra gli italiani.

Parlaci un po’ dei tuoi cani …
Endy, Labrador di quasi 3 anni, chi ha un Labrador sa di cosa parlo quando dico che sono speciali; Carlotta, Bovaro del Bernese di 2 anni cane tranquillo e dolcissimo e Lewis, l’ultimo arrivato (dal Belgio) Greyster di quasi 8 mesi. Di lui già sono innamorato perché si è attaccato a me in maniera davvero intensa e mi dimostra ogni giorno la voglia che ha di correre al mio fianco.

Qual’è il tuo posto preferito per allenarti?
Un percorso di una vecchia ferrovia che portava da Spoleto a Norcia, immerso nella natura della Valnerina.

Quale è stato il tuo debutto in gara?
Una gara in Umbria in un percorso che costeggiava un vigneto molto bello e impegnativo.

La nostra prima gara ufficiale al lago di Avigliana (TO)

Come si svolge un tuo allenamento regolare?
Faccio allenamenti specifici e personalizzati grazie all’aiuto del mio coach Davide Alessio, portando quasi sempre con me i miei atleti a quattro zampe (Endy e Lewis) che corrono liberi.

Invece il tuo ricordo della gara più bella?
Senza ombra di dubbio l’esperienza ai Campionati Europei 2016 di Nove Mesto (Rep. Ceca), da lì il mio amore per questo fantastico sport è decollato.

Hai qualche consiglio o comunque dei suggerimenti da dare a chi vuole iniziare questo sport?
Provare almeno una volta, chi ama lo sport e ha un cane potrebbe scoprire emozioni che non immagina nemmeno.

Quali sono gli sport che pratichi al di fuori della tua disciplina o che praticavi prima?
Da circa 10 mesi pratico solo Canicross, prima giocavo anche a tennis a buoni livelli e prima ancora giocavo a calcio.

Perché hai scelto questo sport?
Diciamo che ho trovato la mia dimensione tra l’amore per lo sport e quello per i cani.

Come ti senti quando sei “in-action” con i tuoi cani?
Mi sento felice ed appagato.

Io e Endy in azione ai Campionati Italiani 2017

Qual’è secondo te il beneficio maggiore di questo sport?
Ovviamente fisico sia per noi che per i nostri amici a quattro zampe, ma soprattutto mentale, perché si crea un rapporto speciale tra di noi che fa bene più allo spirito che al corpo.

Pensi che ai tuoi cani piaccia? Perché?
Si ne sono sicuro, lo so perché quando capiscono che stiamo uscendo per correre non stanno più nella pelle e appena finito l’allenamento mi riempiono di baci.

Quanto conta l’affiatamento?
Conta moltissimo, anzi è fondamentale.

Qual’è il tuo stato d’animo prima di una gara?
Siamo entrambi eccitati e scalpitiamo prima della partenza,dico entrambi perché anche loro capiscono quando è un semplice allenamento o una gara.

Insieme a Lewis dopo un breve allenamento

Quali sono i vostri punti di forza e di debolezza?
Con Endy l’affiatamento e l’esplosività, le debolezze diciamo che sono normali caratteristiche dei cani, come distrarsi o giocare, ovviamente lascio fare, non le considero quindi debolezze.

Quali sono state le tue più grandi gioie e quali le delusioni?
Delusioni nessuna. Gioie tante e quotidiane, abbiamo condiviso insieme tanti viaggi e tanti stupendi percorsi.

Quanto spesso ti alleni?
5 volte a settimana.

È vero che contano tutte e due ma se proprio dovessi scegliere tra attitudine della razza e motivazione alla corsa, cosa sceglieresti?
Se proprio devo scegliere direi attitudine della razza.

Come sei arrivato a questo sport?
Per caso avevo iniziato a correre con il mio Labrador Endy per farlo sfogare un po’ (chi ha un labrador mi può capire), poi una mia amica mi ha proposto una gara di canicross, sono andato e lì ho conosciuto  il mio amico Paolo Gianfelici e da lì mi si è aperto un mondo.

Cosa serve per praticare il tuo sport? Voglio dire attrezzature ma anche attitudini, capacità, doti 🙂
Nessuna attitudine o dote particolare, perché l’ultima cosa che conta è il risultato, quello che più è importante è la condivisione di un’attività che fa bene ad entrambi.

Una delle mie foto preferite, nel pre-ring prima dello start dei Campionati Europei in Repubblica Ceca 2016

Possono praticare la tua disciplina anche i cani di piccola taglia?
Tutti i cani posso praticare l’importante è che siano sani e abbiano l’ok del veterinario.

Il tuo sport deve essere inteso come “individuale” o “di squadra”?
Assolutamente di squadra, si parla di Binomio infatti.

Da quanto tempo pratichi questo sport?
Da circa due anni.

Che cosa ha suscitato il tuo interesse iniziale?
La curiosità.

L’affiatamento tra me ed Endy è evidente

Perché le persone dovrebbero praticare questo sport?
Perché fa troppo bene alla mente e al corpo sia a noi che a loro.

Ti ricordi la tua prima volta “attaccato dietro” ad un cane che corre?
Si la ricordo, e ricordo che sono quasi caduto per la spinta iniziale che mi ha dato Endy.

Di che razza sono i cani con cui corri?
Labrador e Greyster

Quali caratteristiche fisiche cerchi nei tuoi cani?
Nessuna in particolare, ovviamente so che il mio Greyster ha caratteristiche ideali per questo sport a partire dalla sua conformazione fisica.

Quali attributi mentali o emotivi pensi sia importante cercare in un cane che farà il tuo sport?
L’importante è sempre divertirsi, per lui deve essere sempre un divertimento, allora siete sulla giusta via.

Se potessi creare il tuo cane ideale, quali sono le caratteristiche che vorresti?
Bella domanda, comunque vorrei la dolcezza del mio Bovaro, la forza e resistenza del mio Greyster e la potenza e la pazzia del mio amato Labrador.

Profilo FB di Enrico

 

In copertina foto di Serena Bellocco

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