Giuseppe Bombardieri

di Giuseppe Bombardieri

Corro con i cani da trenta anni, ho iniziato perché  volevo vivere una avventura insolita e ho continuato perché non potevo più farne a meno.
La prima volta che mi sono fatto trainare da un cane sono tornato bambino. Ero sul Passo del Bernina in pieno inverno, ho legato Davis (il mio primo Siberian Husky) a un bob rosso e lui è partito a tutta velocità, con me dietro in estasi, lì ho visto la strada che avrei percorso in futuro.

La mia prima gara di sleddog è stata nel 1987 a San Vito di Cadore con 3 Siberian Husky: Davis, Anik e Calipso; mi sono classificato 3° e da allora ho partecipato a più di 200 competizioni.

I miei risultati più importanti con lo sleddog sono:

  • Campione del mondo nel 2003;
  • Medaglia d’argento al campionato europeo 2001;
  • Medaglia di bronzo al campionato del mondo 1999;
  • Medaglia di bronzo al campionato europeo 1999;
  • Campione europeo 1994;
  • Medaglia d’argento al campionato del mondo 1994;
  • Medaglia di bronzo campionato mondiale 1994;
  • Medaglia d’oro NORTH POLE Alaska 1993;
  • Medaglia d’oro alle preolimpiche 1992;
  • Medaglia di bronzo al campionato mondiale 1992;
  • 10 titoli di campione italiano;
  • 152 Vittorie, 25 secondi posti, 9 terzi posti in gare nazionali e internazionali;
  • Nel 2016 ho vinto il campionato europeo di bikejoring ECF vet III;
  • Nel 2017 Campione Italiano assoluto di bikejoring.
Il mio team campione del mondo

Ma la cosa che mi rende più orgoglioso è aver conosciuto, accudito e amato fino alla fine, tantissimi meravigliosi cani a cui dedico tutte le mie medaglie e la mia vita.

Affascinato dalla bellezza atavica dei Siberian Husky e del mito del grande nord, ho rincorso il mio sogno e ho deciso di fare lo sleddog, ma il gusto della velocità mi ha portato a incontrare gli Alaskan Husky, cani da traino veloce, perfetti per le gare europee.
Per più di 10 anni ho vissuto col mio branco di Alaskan, il loro fedele amore di cane e le loro rigide regole da lupi, poi ai campionati del mondo di Sils ho visto per la prima volta gli Hound, incroci tra gli Alaskan e cani da caccia ed è stato un vero colpo di fulmine.

Gli Hound sono per me, i migliori cani sportivi e i più affettuosi compagni di vita, con loro ho vinto le gare più importanti e ho riempito tutti i divani di casa mia.
In Europa la selezione ha portato ad abbandonare gli Alaskan e gli Hound per creare una razza ancora più competitiva, chiamata Greyster, molto simile agli Hound ma, a mio parere, senza il vero Desire to Run, che ho tanto apprezzato negli anni in cui scalavo le classifiche.  Come è giusto che sia, anch’io ho inserito nel mio team questi bellissimi e potentissimi Greyster e spero che i cuccioli che sto allevando, abbiano la voglia di correre dei miei vecchi amati Hound ormai in pensione.

Durante la Yeti Race in Val d’Aosta

Io ho la fortuna di vivere in Valtellina che è la mia pista di allenamento, dove posso trovare i trail adatti alla preparazione del mio team. (Cancano, Livigno, Arnoga, Sentiero Valtellina, ecc …)

Tutti i giorni di tutto l’anno, anche quando piove o nevica, alle 7 di mattina carico il branco sul furgone e lo porto nei prati. I cani corrono liberi per 30 minuti, poi se sono in periodo di allenamento, li attacco alla bicicletta o al Kart.

Finito l’allenamento non mi dimentico mai un gustoso premio e un gioco amato da tutti, la pallina. Questo è importante per motivarli e defaticarli e alla fine tutti a casa a dormire sul divano. Non smetto mai di allenarli, cambiamo solo tipo di allenamento, in primavera e in estate corsa libera tutti i giorni, due volte a settimana lunghe camminate nei boschi, gioco a pallina e nuoto nel fiume. Quando le temperature lo permettono, e qui da noi capita spesso, facciamo piccoli allenamenti utili all’addestramento.
In autunno iniziamo allenamenti specifici di corsa e traino tre volte a settimana, fino a raggiungere cinque giorni a settimana. Seguiamo sempre un programma di allenamento con macro cicli e micro cicli, mirati a un unico obbiettivo (campionati importanti) nel frattempo facciamo gare, perché non esiste allenamento migliore di una gara.

Per molti anni prima di una competizione ero teso, stressato, guardavo i campioni che con tranquillità e sicurezza affrontavano la linea di partenza. Sognavo di imitarli ma ero molto lontano da quello stato d’animo. Così ho lavorato correggendo ogni problema, fino ad ottenere quella sicurezza che mi ha permesso di pensare solamente a correre per i miei cani e per vincere. In seguito ho capito che l’agitazione è il risultato della paura di sbagliare, se sei sicuro, tutto fila liscio, i cani lo sentono e danno il meglio sé.

 – e la slitta?!? –

Ho due consigli per chiunque voglia iniziare a fare questo sport.
Molti possono correre e divertirsi con i cani, pochi possono vincere, ma tutti devono rispettare i propri cani senza dimenticare che un cane non si “appende al chiodo” finita la stagione di gare, un cane è per sempre.
Il secondo consiglio è tecnico, non è facile correre con i cani e farlo bene, bisogna imparare dai libri e da chi lo sa fare, bisogna chiedere consigli, rubare segreti e mettere in pratica tutto con coerenza e tenacia. Ma se veramente si vuole scalare le classifiche bisogna costruirsi la propria strada, tanta fatica e tempo… molto tempo da dedicare ai cani.

Haidmuhle 2001 – in primo piano i due leaders Pinky e Moro

A un cane serve tempo, tempo per la conoscenza, tempo per la  fiducia, tempo per l’ amore, tempo per diventare un tutt’uno col proprio umano, senza questo legame è molto difficile ottenere dei risultati agonistici.
Lo sleddog, il canicross o altro è il gioco-lavoro del nostro animale, lui lo fa per se stesso, lo fa per il suo umano e lo fa per tutti gli altri componenti del branco, noi dobbiamo insegnargli a farlo con gioia e otterremo l’affiatamento ideale. Questa è la base di qualsiasi programma d’allenamento, ma non basta per raggiungere risultati importanti sulle classifiche. Il team vincente si costruisce con programmi di lavoro concreti e allenamenti specifici, a cui bisogna dare la precedenza su quasi tutto durante la giornata,  ma si può essere felici comunque accettando serenamente i propri limiti, perché le emozioni più grandi che i cani sanno dare, non sono solo legate al tempo di un cronometro, ma al tempo che passiamo con  loro.

Ho praticato molti sport dalle corse in auto al motocross, tennis, alpinismo, arrampicata sportiva, sci, scialpinismo, trekking e molta molta bicicletta, ma correre con i cani non è solo uno sport è uno stile di vita.

… solo in 9! 😉

Correndo mi sento un tutt’uno con i miei cani, come nel film Eragon quando cavaliere e drago diventano un binomio perfetto. Muscoli, cuore, polmoni e pensieri all’unisono, io e il mio team insieme verso la meta.

Il punto di forza del mio mondo è mia moglie che ha condiviso con me questa vita.
La debolezza è l’impossibilità di scindere amore per i cani e amore per lo sport, cosi ti ritrovi in casa 18 cani e ne usi solo sei per correre … ma questo è l’onorevole prezzo da pagare, per comprarsi questo paradiso peloso.

La più grande gioia in questo sport è quando hai lavorato tanto sul tuo cane e ottieni i risultati sperati;
la più grande delusione per me è stata la completa distruzione dello sleddog con i cani non di pura razza, da parte della burocrazia (eravamo veramente tanti mushers vincenti).
Ma la speranza nuova è il bikejoring e canicross che sono un nuovo e  radioso futuro.

Questo sport è soprattutto uno sport di squadra, io e il mio cane siamo una squadra, io, mia moglie e tutti i miei cani siamo una squadra, ma senza il supporto di una grande squadra (un club o associazione) non siamo niente perché io ho provato a correre da solo e sia la vittoria che la sconfitta riecheggiano in una stanza vuota.

Quest’anno festeggio i miei trent’anni di vita coi cani ed è incredibile quanta voglia abbia ancora di correre e di vincere.
Il campionato Europeo ECF a Nova Mesto è stato per me indimenticabile, era da tanto che non vincevo più ed è sempre bellissimo, ma la cosa esaltante è stata vedere tutto il team Italia che cantava l’inno di Mameli per me.

Grinta, velocità … concentrazione!

La mia gara più bella, o meglio la mia gara perfetta è stata a Todtmoos nel 2003 quando ho vinto i campionati mondiali di sleddog e 20.000 persone mi hanno applaudito sulla linea del traguardo.

Consiglio a tutti di praticare sport con i cani perché ci stiamo allontanando sempre di più dalla nostra natura primitiva e perdiamo la capacità di connetterci e di interagire con gli animali. Tutti noi siamo in grado di vivere con i cani, ma li trasformiamo in pseudo bambini o giocattoli. Praticando uno sport con loro i ruoli si invertono e sono i cani che ci insegnano la loro vita.

Anche i cani di piccola taglia possono correre col proprio umano l’importante è la motivazione (Cliff insegna, il piccolo grande cane di Nicoletta Cogoni o quello di Stefano, Ghigo)

Se potessi costruire il cane ideale lo vorrei maschio alto 73 cm al garrese, col portamento elegante, con dei muscoli possenti da bracco, il trotto del lupo e la velocità del pointer, ma aspettando che arrivi il cane dei sogni, io mi accontento di un cane senza grossi difetti fisici, una buona genetica, un carattere affabile, purché abbia un cuore generoso e una testa matta per la corsa.

Come dice George Attla (leggenda dello sleddog) tutto quello che conta in un cane è tra le orecchie.

In attesa di vedervi tutti attaccati al vostro amico a quattro zampe vi auguro good mushing!

A Santa Maria Maggiore (VB) da Campione Europeo in carica

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