Il nostro Trofeo delle Montagne (parte I)

Ciao amici di Corri a 6 Zampe, oggi voglio provare a descrivervi cos’è stato per me Simba e Nikita il Trofeo delle Montagne 2017. Per chi non lo sapesse questa è una delle manifestazioni più importanti sul Canicross, si svolge sulle montagne francesi e prevede dieci gare in nove giorni. È possibile iscrivere due cani e correre alternandoli a proprio piacimento senza comunicare nulla all’organizzazione o correre e iscrivere anche un solo cane. Si può terminare il trofeo giocandosi due jolly ossia due riposi ma ovviamente perdendo delle posizioni in classifica. Dopo ogni gara c’è una classifica la quale modificandosi di volta in volta decreta le partenze dei più di trecento concorrenti e ne equipara il livello in quanto, si partirà sempre con quelli più vicini alla propria classifica, quindi con coloro che hanno la stessa o simile velocità di corsa. È possibile anche partecipare a singole tappe.

Insieme a Nikita (sx) e Simba (dx) i miei amici a 4 zampe 😉

Partiamo da lontano, solo un anno fa leggevo su facebook le imprese del Team Italia e pensavo che sarebbe stato stupendo partecipare ad una manifestazione del genere, ma pensavo anche che dovevo essere allenato e anche Simba doveva esserlo in quanto Nikita ancora non era con noi. Con il passare dei mesi il pensiero TdM cresceva sempre di più così che ho parlato con molti amici del Team Italia per farmi un’idea sempre migliore. Alla fine al momento delle iscrizioni ho deciso, mi iscrivo e parto insieme a Simba che sa cosa deve fare e insieme a Nikita, che sta piano piano imparando e anche se ha poche gare nelle gambe le servirà per fare esperienza. Dopo l’iscrizione ero ancora incredulo e non ho realizzato che stavamo andando a partecipare ad una delle più importanti manifestazioni sul Canicross. Giorno dopo giorno allenamento dopo allenamento è arrivato il gran giorno… sveglia presto… si parte ragazzi è tutto vero andiamo in Francia. Descrivervi tutte le emozioni che ho provato, è veramente difficile ma posso confermare quello che aveva detto Sara nel suo articolo “il Trofeo delle emozioni” (leggilo qui). Siamo arrivati in Francia tutti e tre carichi e pronti sia mentalmente che fisicamente. Nonostante l’estate torrida il lavoro e i molti impegni abbiamo rispettato la nostra tabella di marcia, effettuando tutti gli allenamenti prefissati. Ci sentivamo bene e adesso dopo averlo concluso posso dire che la fatica è tanta ma il mio allenamento è stato abbastanza buono ed infatti riuscivo a recuperare bene per la gara successiva. La cosa di cui sono stato più felice però è che l’allenamento dei mie pelosi è stato super. Con loro mi ero prefissato di fare cinque gare a testa alternandoli così da permettergli un recupero migliore, così facendo non hanno accusato per niente la fatica e si sono sempre fatti trovare pronti e di questo sono contento perché non volevo che vivessero questa esperienza in modo stressante. Ora provo a descrivervi tutto quello che ho provato giorno per giorno cercando di scrivere qualcosa su tutti i momenti belli passati, ma per chi non l’avesse fatto vi invito a leggervi i miei post giornalieri su facebook (accedi al profilo di Mattia su fb qui) perché quei post li ho scritti con il cuore e penso che possano rendere meglio quello che provavo.

Giorno 1 – Gara 1

Simba alla ricerca di tutti gli spiragli possibili per passare …

Il primo giorno di gara è stato bellissimo l’ansia pian piano saliva e il momento sembrava non arrivare più anche perché la gara è stata posticipata per il caldo. La prima partenza è di massa, tanti cani che abbaiano e sono pronti a partire ed io che pensavo: “Sta accadendo davvero; Simba adesso partiamo”. Lui super gasato neanche mi ascoltava ovviamente 😉 . Guardiamo Yvon (colui che ha creato il TdM) che con le dita scandisce le partenze di ogni tappa e 3 … 2 … 1 … Go! Dopo la partenza Simba per la voglia di superare i tanti cani corre a zig zag per cercare uno spiraglio per passare… che spettacolo! Dopo poco assistiamo alla prima caduta di gruppo, ma noi continuiamo con i nostri sorpassi. In discesa uno ci sorpassa in una strettoia e passa tra me e Simba insieme al suo cane alzando la nostra linea…oh mio Dio… che paura ma capita anche questo. Poco dopo prima nota dolente, sento un pizzico dietro la coscia sarà stata una pianta, un’ape non lo so, ma continuiamo ed arriva la prima salita che vi giuro, non finiva mai e nella quale incontriamo il campione uscente Damjan (leggi la sua intervista qui) con il cane che stava male, gli chiediamo se è tutto ok e dopo il cenno d’intesa continuiamo, e arriviamo al nostro primo arrivo. Subito dopo mi reco in infermeria per la prima volta per farmi medicare il pizzico ma c’era chi stava peggio di me con vesciche rotte e graffi da cadute.

– La partenza di massa mia e di Simba –

Giorno 2 – Gara 2

La fatica e la sofferenza … provare per credere! Oramai mettermi la maglietta in bocca come i bambini è abitudine

La seconda gara penso che la ricorderò per tutta la vita. Parto con Nikita, la vedo un po’ spaesata dai molti cani ma, nonostante questo parte alla grande, la gara prevede cinque chilometri quasi tutti in salita. Dopo il primo km con una salita tranquilla penso che la salita del giorno precedente era peggiore ma neanche il tempo di pensarlo che inizia un sentiero che ci porterà fino a più di duemila metri di quota. La fatica è tanta, sorpassiamo qualcuno e qualcun altro ci sorpassa anche alcune ragazze con qualche eurohound che le tirano su togliendogli molta della fatica necessaria. Dopo tre chilometri e settecento metri, ricordo bene quel momento, avevo già incontrato qualche persona che camminava, ma io pensavo tra me e me prova a correre fino alla fine ce la puoi fare. Mi sbagliavo era impossibile correre per tutta la gara in alcuni tratti si doveva per forza camminare. Gli ultimi milletrecento metri sono stati durissimi mentalmente ma arrivato alla fine sorridevo, sapevo di aver fatto un’impresa che gioia e Niki in tutto ciò è andata alla grande.

– La mia espressione dice tutto –

Discese pericolose

Giorno 3 – Gara 3

Il terzo giorno prevedeva una gara con poco dislivello nella quale si costeggiavano alcuni laghi con un paesaggio stupendo.
Arrivati in cima con l’ovovia, Simba era carico e rigenerato. Le partenze erano a gruppi di tre; pronti via ci buttiamo nel sentiero che costeggia i laghi e corriamo con atleti bravi, ci sorpassiamo a vicenda più di una volta facciamo la nostra prima caduta anche se minima e capiamo il perché è importante saper correre in discesa e anche dare il comando dietro al cane.
Sbagliamo strada ad una curva mal segnalata Simba, si fa un tuffo nell’acqua ma arriviamo alla fine anche questa volta.

– 3, 2, 1 … si parte! –

Giorno 4 – Gara 4

La quarta gara è di circa otto chilometri, parto con Niki e ci hanno già preparato dicendoci che ci aspetta tanta discesa tecnica e scivolosa viste le piogge notturne. Si parte in mezzo al centro del paese e dopo averlo attraversato, inizia una salita abbastanza tosta ma passata questa la gara è un susseguirsi di sali e scendi in mezzo a sentieri stretti e molto tecnici

Battagliamo con diversi atleti e atlete, che spettacolo… Il fair play è altissimo nei molti sorpassi, e in questa gara c’è la prima zona “free run” ovvero dove vista la discesa ripidissima, è possibile sciogliere il cane e uno davanti a noi lo fa è bello vedere anche questo. Ovviamente non ci siamo fatti mancare la nostra caduta, ma niente di grave oramai è la normalità. Questa gara mi ha riempito di gioia perché ho percepito quello che ho sempre pensato e cioè che Nikita ha grandi potenzialità. Ci siamo veramente sentiti una creatura a sei zampe e ho ancora i brividi mentre scrivo. Lei è stata adottata da me cinque mesi prima e tranne gli allenamenti e altre poche gare ha bisogno di tempo, siamo una squadra in costruzione, mentre con Simba siamo già sintonizzati da tempo sulla stessa frequenza d’onda. Tornando alla gara credo che sia stata la più bella, perché è estremamente tecnica e gli otto km mi sono volati, nonostante l’ultima salita finale. 

La medicazione

Poco prima del traguardo dovevamo attraversare una pedana che si è rotta al passaggio del concorrente prima di noi quindi visto che Niki aveva allora deciso di passare sotto ad una recinzione, mi sono abbassato anche io e abbiamo strisciato insieme per passare 😉 😉 😉 … Terminata la gara ero felicissimo mi sono abbracciato Niki e lei mi ha riempito di baci ma questo era solo l’inizio. 

Per più di metà gara sentivo un fastidio al piede ma non sapevo cos’era e finiti i festeggiamenti mi sono tolto la scarpa e ho visto il calzino pieno di sangue; mi si era rotta una super vescica! Mi sono recato di nuovo in infermeria e mi hanno provato a chiudere la vescica con un liquido e una fasciatura, ma è durato poco perché dopo la doccia si è riaperta. La mia sola preoccupazione era se potevo correre il giorno seguente. Dopo la doccia ho capito che la vescica non era piccola ma occupava tutto il tallone ed essendosi svuotata del liquido mi dava fastidio a ogni appoggio del piede quindi ho dovuto togliere tutta la pelle per permettere al piede di rimarginarsi più in fretta. Ho passato una nottataccia, la pelle viva faceva male anche perché essendoci il sangue, la rottura era profonda. 

Ho provato a mettere un cicatrizzante ma il dolore era insopportabile e non sono riuscito a tenerlo molto.

– L’abbraccio liberatorio. Grazie Niki! –

– Posso correre?? 😉 –

Giorno 5 – Gara 5

Io & Simba e Francesco & Olivia durante un tratto in cui ci sproniamo ed aiutiamo a vicenda

Durante la notte ho pensato che non potevo correre in quanto il dolore era troppo, invece la mattina zoppicando mi sono recato dal medico che mi ha messo un enorme cerotto dopo avermi medicato e con qualche dolore sono riuscito a partire.
Simba era come sempre pronto mi è dispiaciuto solo non poterlo assecondare molto in discesa visto il fastidio ma essere arrivati al traguardo è stata a prescindere un’impresa anche perché per non farmi mancare niente, ho sbattuto il ginocchio già ferito in un’altra caduta su un sasso sporgente.
Questa essendo la quinta gara sanciva la metà delle fatiche. In questa gara c’è stato un altro momento molto emozionante, l’arrivo insieme a Francesco e Olivia, abbiamo fatto parte della gara insieme ci siamo aiutati e spronati a vicenda… questa è Italia.

– All’arrivo, nonostante le difficoltà! –

Giorno 6 – Gara 6

Oltre al dolore al piede il mio pizzico mi aveva gonfiato la parte posteriore della coscia e ci ha messo parecchi giorni a sgonfiarsi ma rispetto alla vescica era il male minore.

[…] continua

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.