Il cane “da canicross”

In tutte le discipline cinofile si arriva sempre prima o poi a questa domanda:
– qual è il cane più adatto per fare questa attività? –
E’ ovvio che alcune razze avranno una maggior predisposizione di altre a compiere una determinata attività, anche solo per una questione prettamente legata al patrimonio genetico; per alcuni soggetti sarà più facile far emergere la motivazione perché “scritta” nel DNA e l’attenzione più grande da parte dell’uomo dovrà esser volta a non spegnere questa inclinazione.

Nel corso dei secoli il cane è stato “declinato” nelle varie razze esclusivamente per le funzioni di utilità che andava a ricoprire all’interno della comunità umana ed è così che sono state selezionate le razze che noi conosciamo a tutt’oggi.

Questa unità K9 USA si gode un momento di meritato riposo

La funzione del cane era essenziale all’interno delle dinamiche della società anche per una questione di sopravvivenza della stessa. Si avevano cani più portati alla guardia o alla caccia oppure al traino o alla conduzione delle greggi e per questione di utilità venivano scelti gli individui più dotati nelle varie mansioni per portar avanti la linea di sangue che più si adattava alle condizioni non solo di lavoro ma anche ambientali.

Antiche iscrizioni rupestri raffiguranti una scena di caccia

Ho letto ultimamente un libro interessante sulla corsa (“Lungo e Lento” di Maccagno) in cui si descrive l’ipotesi di alcuni storici sulla pratica della caccia dei nostri più antichi antenati. Sembrerebbe che avvenisse correndo e inseguendo la preda per svariati chilometri fino a stancarla, per poi ucciderla più facilmente con i mezzi rudimentali che allora avevano a disposizione.

Sono svariate le opinioni che i canidi primitivi si fossero uniti a questa pratica per godere degli avanzi della caccia e da qui sia nata la collaborazione tra le due specie.Ma ora veniamo al nostro canicross!

Esiste il cane eccellente per le discipline Canicross/Bikejoring/Scootering/Canitrail?

Un cane da pastore di Oropa controlla che sia tutto a posto 😉

Esistono razze sicuramente più portate delle altre anche a seconda del tipo di corsa/disciplina che vogliamo intraprendere; sicuramente molte tipologie di cane da caccia e di nordico saranno più indicate di altre a intraprendere questi sport, facendo attenzione comunque a quali caratteristiche hanno più sviluppate (velocità, resistenza, docilità, collaborazione, potenza); questo per quanto riguarda le razze FCI già riconosciute.

In questi anni si è sviluppata una ricerca da parte di alcuni addetti del settore e allevatori per cercare di selezionare delle linee di sangue che meglio uniscano le varie caratteristiche, mettendo in riproduzione i soggetti (razze ufficiali FCI o loro derivati) che si sono distinti nelle discipline o che hanno presentato la miglior predisposizione a questa attività.

Una Musher ed il suo pack

Questo lavoro, inizialmente fatto per le corse con la slitta e più recentemente anche per Canicross e Bikejoring, ha portato alla nascita dei Greyster, Alaskani e Eurohound.

In questi mesi mi è capitato di seguire alcune discussioni su facebook su cosa sia eticamente corretto fare nella scelta del cane per svolgere una disciplina e non parlo solo di canicross.
Quel che capita spesso di leggere è una contrapposizione netta tra la zootecnia e l’approccio zoo-antropologico che, a mio parere, non ha ragione di esistere.

Il genere umano si è evoluto e con esso il genere canide e le scelte della zootecnia non sono certamente più volte all’esclusiva funzione della sopravvivenza della specie umana.

Non dimentichiamo che la zootecnia non mira solo alla funzionalità ma anche ad una corretta riproduzione, salvaguardando la salute sia fisica che mentale dei soggetti riprodotti.

Eurohound… piacevolmente invasati!

Dall’altro canto il cane, nel senso comune, non è più ritenuto un mero “attrezzo”, è diventato un compagno di vita, un individuo con una sua coscienza e in quanto tale, merita di essere rispettato.
I due punti di vista a mio parere dovrebbero integrarsi e portare chi si approccia alle varie discipline a scegliere sicuramente il proprio compagno a seconda delle proprie abitudini di vita o di attività sportiva, affidandosi però a seri professionisti.

Per chi si approccia alle discipline suddette con il cane “di famiglia”, si potranno invece paventare 3 situazioni:

  1. il cane ha una forte attitudine alla corsa mentre il bipede non ne è all’altezza;
  2. il cane non è motivato alla corsa mentre il bipede lo è molto ed è anche molto allenato;
  3. cane e bipede hanno una forte predisposizione alla corsa.
“Ripartiamo!!!”

Ovviamente la terza alternativa è quella più fortunata. Probabilmente porterà ad una crescita del binomio esponenziale nel rendimento agonistico, se verrà garantito il rispetto e lo sviluppo fisico e sportivo di entrambi i componenti.
I primi due casi però sono quelli che si presentano più frequentemente.

Nel primo sarà compito del bipede migliorare la propria prestazione per non essere un peso per il proprio cane e non spegnere la motivazione di cui esso è già dotato, poiché quasi sicuramente lui tenderà a “tararsi” sulla velocità di comfort del compagno umano.

Nel secondo caso, valutando se è opportuno intraprendere comunque questa disciplina con il proprio cane e valutando che non esistano fattori di salute che comunque ostacolino lo stesso nell’esecuzione dell’attività, sarà il conduttore umano a doversi “tarare” sulla velocità canina e ricercare le giuste motivazioni per migliorare la sua performance.

L’importante è non dimenticare che i cani non sono racchette o bici o moto e non si cambiano come queste quando la performance non migliora, meglio interrogarci e cercare in noi stessi le motivazioni; se siamo onesti nel valutarci, non avremmo alcuna difficoltà nel trovare la cosa migliore da fare. 😉

Diritte verso la meta! 😉

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nella foto di copertina gentilmente concessaci da Emmanuelle Cottin, Valerio Roveda e Birra al TdM 2017;
nell’articolo foto tratte da web.

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