La porta di Merle…

Lezioni da un libero pensatore.
di Ted Kerasote

Mi piace sempre legare le emozioni di un libro al periodo della mia vita durante il quale l’ho letto. Era Agosto 2008, la mia canina Funanà aveva 4 anni ed era nel pieno delle sue forze e io al termine di questa lettura, forse influenzata dallo stessa, avrei deciso di iscrivermi ad un corso da educatore cinofilo.

La copertina del libro

Avevo anche appena finito di leggere “Io e Marley” di John Grogan, rimanendo divertita e coinvolta tantissimo, e mi aspettavo una quasi identica emozione nel leggere questo testo che invece è riuscito a stupirmi e soprattutto a farmi riflettere.

La nostra storia inizia quando Ted e Merle si incontrano nel deserto dello Utah; Merle ha dieci mesi ed è stato abbandonato e sembra proprio voler scegliere Ted, scrittore quarantenne di saggi e articoli sugli animali.
Un incontro sicuramente fortunato per entrambi ma soprattutto per Merle che segue Ted nella sua casa in Wyoming, all’interno di un parco naturale incontaminato in una zona rurale.

Subito lo scrittore fa installare all’ingresso di casa una porta speciale che permetterà al cane di entrare e uscire a suo piacimento, il simbolo del rapporto speciale che si instaurerà tra i due.

Questa porta insegnerà tanto a entrambi: la libertà ci porta a scegliere, di aprirci al mondo esterno sia per le esperienze di vita ma anche per le nostre anime, attraverso la possibilità data agli altri di entrare e uscire dalle nostre vite, portandoci emozioni di qualsiasi tipo.

Merle sarà libero di scegliere come e quando condividere tempo, spazio e emozioni con Ted dimostrando in maniera del tutto naturale le sue preferenze, permettendo al suo carattere di esprimersi senza forzature e rendendo evidente il concetto di anima pensatrice attribuito da molti ai nostri amici a 4 zampe.

L’autore del libro ed il suo cane attuale, Pukka

Le ultime pagine sono struggenti in maniera particolare; Ted è meno manieristico di quanto lo sia stato John Grogan sia per quel che riguarda la parte comica che per la parte tragica del racconto, ma sicuramente più autentico e viscerale, facendo trapelare quanto con alcuni cani e in particolari periodi di vita si venga a creare un rapporto speciale difficile da interrompere.

A tratti molto didascalico nel soffermarsi su particolari tecnici rischiando di rendere meno scorrevole e piacevole la lettura, contiene comunque molti spunti che inducono sicuramente ad approfondire la conoscenza del mondo canino. A mio parere , non condivido l’utilizzo di alcuni metodi (ad es. utilizzo di collare elettrico, in maniera tra l’altro non corretta, per il miglioramento di alcuni comportamenti) visto che già all’epoca erano conosciuti metodi sicuramente più gentili che sarebbero stati più in linea con i concetti sul rapporto Uomo/Cane espressi nel libro.

“Un libro bellissimo!” – Dino, bracco italiano di F. Pecchioli

La possibilità di poter vivere il cane a 360°, data dal poter abitare in un contesto come una zona rurale, priva di pericoli urbanistici, provoca sicuramente un certo sentimento di invidia ma ci induce a riflettere su eventuali forzature che ci portano a condividere con i nostri cani contesti non adeguati al loro temperamento o alla loro tipologia di razza, ma anche a chiederci se veramente questa vita urbana sia fonte di felicità o di tristezza per noi, e chissà magari potrebbe essere da stimolo per cambiare radicalmente le nostre abitudini di vita.

Probabilmente lo rileggerò ora, a distanza di 10 anni, dopo che aprendo una porta nel mio cuore ho fatto entrare e uscire la vita dei miei cani, lasciando che essi stessi mi rendessero più libera di cambiare.

Ted nel suo ufficio insieme a Merle

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.