Il nostro allenamento a 6 zampe più bello

And the winner is… Giuseppe e il suo Jake!
Ecco il bellissimo racconto di Giuseppe, 1° classificato al contest di Natale 2018 di Corri a 6 Zampe. Il suo allenamento più bello insieme al simpaticissimo Jake, gli ha permesso di vincere, oltre alla pubblicazione sul nostro sito della loro storia, anche una pettorina X-Neck di CaniX®.
Buona lettura… 

Quest’anno a marzo, all’improvviso, Jake è entrato nella nostra famiglia, senza troppe ricerche su quale fosse il cucciolo più adatto a noi, ma dopo attente riflessioni su quanto un cane in famiglia possa cambiarti la vita.
È stato scelto proprio lui perché mio figlio lo ha indicato in mezzo ad altri cuccioli che giocavano, lui che guardava imbronciato quel mondo disordinato che lo circondava, con quelle orecchie già un po’ all’insù e quelle macchiette marroncine sotto gli occhi. Al cuore non si comanda, e quel primo sguardo reciproco fra i due cuccioli di casa era già d’intesa, cementando da subito un nuovo equilibrio: eravamo in quattro.

Io iniziavo di nuovo a correre quando lui aveva pochi mesi, e mi sembrava di vedere in lui un cane adatto alla corsa, un possibile compagno d’uscite nei boschi. Da lì a cercare su google ‘correre con il proprio cane’ è stato un tutt’uno, e dopo aver letto tutto lo scibile sull’argomento ho aspettato l’età giusta per l’approccio alla corsa, ponendomi come obiettivo un ‘happy dog’, ovvero una gara non competitiva per mettere alla prova il nostro binomio.

E così, una corsa dopo l’altra, miste a giochi ed esplorazioni, siamo arrivati all’allenamento prima dell’evento, quello in cui testare se potevamo farcela, oppure se tornarcene a casa con la coda fra le gambe.

Il sole bacia i belli 😉

La nostra pineta quel giorno era quasi vuota, l’autunno era iniziato, parecchi rami secchi abbattuti dal forte vento dei giorni passati ci facevano da ostacoli naturali. La nostra corsa iniziava come di consueto, in una coreografia formata dai miei vocalizzi di incitazione e dai salti di Jake misti alla corsa, dalle sue proverbiali leccate sulle orecchie tra una falcata e l’altra e dagli stop frequenti, per marcare quell’albero, per scavare sotto quell’altro, per rincorrere una cornacchia nella direzione opposta.
Dopo una decina di minuti di tutto questo iniziamo a correre e Jake non tira, si affianca, mi guarda, orecchie basse, occhi da cucciolone. Ci fermiamo insieme. Ci guardiamo negli occhi. I raggi del sole che da lì a poco sarebbe tramontato allungavano le nostre ombre. Lui raccoglie un bastone, si china sulle zampe anteriori e mi invita al gioco.

Dentro di me un solo pensiero: al diavolo l’happy dog!

E in una frazione di secondo parte il match di tira e molla con bastone più avvincente mai disputato, tolgo la linea, siamo liberi l’uno dall’altro . Finalmente Jake sorride come solo un cane sa fare, con quel loro modo che hanno di mostrare i denti senza la minima aggressività, con quel fare dinoccolato tipico dei cuccioloni di 30 kg che in qualche modo pensano di poterti stare ancora in braccio,

Tiriamo quel bastone come se fosse la cosa più bella del mondo, la corsa ci sembra così lontana da noi, io rido, lui mi lecca il viso, la pineta è tutta per noi e il sole bacia la nostra danza del bastone colorando di arancione il nostro piccolo mondo di giochi.

La mia corsa più bella con Jake non è stata una corsa, ma il bello di correre a sei zampe è proprio questo: cane e umano in mezzo alla natura, ad esplorare insieme nuovi territori, o a scoprire angoli mai visti di quelli a noi già familiari.

Uno sguardo che vale più di mille parole

Correre a sei zampe fa succedere cose che difficilmente succederebbero sul divano di casa, fa arrivare alle nostre narici nuovi odori, ci riporta a casa pieni di fango e con un grande sorriso, stanchi nel fisico e con gli occhi pieni di meraviglia.
Ci insegna che la cosa più bella da fare con il nostro cane è quella di sperimentarci nella relazione con lui, che sia correndo o litigandoci un bastone, all’insegna di quell’unione millenaria tra uomo e cane, che ha contribuito e ancora contribuisce a raggiungere importanti traguardi evolutivi.

E l’happy dog?

Alla fine è andata benone, abbiamo chiuso con un buon tempo e Jake ha tirato come un matto, girandosi spesso per guardarmi col ‘suo’ sorriso, quello del tira e molla col bastone…

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